Letteratura
IT | EN

Nel corso della storia, il notevole significato simbolico attribuito alla specie ha lasciato numerosissime testimonianze in molti scritti risalenti a diverse epoche, elaborati in seno a differenti culture.

Di seguito potete trovare alcuni importanti esempi:

La Bibbia – Geremia 8, 7

“Anche la cicogna nell’aria
conosce i suoi tempi;
la tortora, la rondine e la gru
mantengono la data fissa della loro migrazione;
il mio popolo, invece, non conosce
le regola di Jahve.”

La Bibbia – Deuteronomio 14, 11-18

“Potrete mangiare di ogni uccello puro, ma non potrete mangiare di questi: l’aquila, l’ossifraga, la strige, il nibbio e tutti gli uccelli rapaci, tutte le specie di corvi; lo struzzo, la civetta, il gabbiano, tutti gli sparvieri, il gufo, il martin pescatore, l’ibis, il cigno, il pellicano, la folaga, la cicogna, le varie specie di aironi, l’upupa, il pipistrello.”

Dante Alighieri – La Divina Commedia
Inferno Canto XXXII

“E come a gracidar si sta la rana
col muso fuor de l'acqua, quando sogna
di spigolar sovente la villana;

livide, insin là dove appar vergogna
eran l'ombre dolenti ne la ghiaccia,
mettendo i denti in nota di cicogna.”

Dante Alighieri – La Divina Commedia
Purgatorio Canto XXV

“E quale il cicognin che leva l'ala
per voglia di volare, e non s'attenta
d'abbandonar lo nido, e giù la cala;

tal era io con voglia accesa e spenta
di dimandar, venendo infino a l'atto
che fa colui ch'a dicer s'argomenta.
 
Non lasciò, per l'andar che fosse ratto,
lo dolce padre mio, ma disse: «Scocca
l'arco del dir, che 'nfino al ferro hai tratto».”

Dante Alighieri – La Divina Commedia
Paradiso Canto XIX

“Quale sovresso il nido si rigira
poi c'ha pasciuti la cicogna i figli,
e come quel ch'è pasto la rimira;

cotal si fece, e sì levai i cigli,
la benedetta imagine, che l'ali
movea sospinte da tanti consigli.”


Fedro (I,26)
Vulpis et ciconia

Nulli nocendum: si quis vero laeserit,
multandum simili iure fabella admonet.
Vulpes ad cenam dicitur ciconiam
prior invitasse et illi in patina liquidam
posuisse sorbitionem, quam nullo modo
gustare esuriens potuerit ciconia.
Quae vulpem cum revocasset, intrito cibo
plenam lagonam posuit: huic rostrum inserens
satiatur ipsa et torquet convivam fame.
Quae cum lagonae collum frustra lamberet,
peregrinam sic locutam volucrem accepimus:
«Sua quisque exempla debet aequo animo pati».

Lorenzo De’ Medici - Poemetti in terzine
Simposio 6

“Costui è 'l più perfetto parassito
che noi abbiàn, più vero e naturale:
credo ch'allo spedal terre' lo 'nvito.

Certamente in quest'arte tanto vale
quant'alcun altro ch'io sappia o conosca,
se quel che drieto gli è non l'ha per male:

Botticel, la cui fama non è fosca,
Botticel, dico, Botticello ingordo,
ch'è più ghiotto e più 'mpronto ch'una mosca.

Oh, di quante sue ciance mi ricordo!
S'egli è 'nvitato a desinare o cena,
quel che lo 'nvita non lo dice a sordo:

non s'apre allo 'nvitar la bocca a pena,
ch'al pappar lui la bocca sua non sogna:
va Botticello e torna botte piena.

Preso partito gli ha della vergogna
e sol si duol che troppo corto ha 'l collo,
che lo vorrebbe aver d'una cicogna.

E' non è mai sì pinzo e sì satollo,
che non vi resti luogo a nuova gente,
segli inghiottisce o dà un po' di crollo.

Stu vedessi el suo corpo onnipotente
quanto divora!, e' non ne porta piùe
una galea che si stivi in ponente.”

Giordane - De origine actibusque getarum, XLII

"Attila deambulans circa muros, dum, utrum solveret castra an adhuc remoraretur, deliberat, animadvertit candidas aves, id est ciconias, qui in fastigia domorum nidificant, de civitate foetos suos trahere atque contra morem per rura forinsecus conportare (...)"

Giovenale - Satire, I, 116

"(...) quaeque salutato crepitat Concordia nido."

Giovenale - Satire, XIV, 74-75

"serpente ciconia pullos nutrit et
inuenta per deuia rura lacerta: illi eadem sumptis quaerunt animalia pinnis."

Virgilio Marone - Georgiche, II, 319-320

"Optima vinetis satio, cum vere rubente
candida venit avis longis invisa colubris, (...)"

Orazio - Satire, II, 49-50

"tutus erat rhombus tutoque ciconia nido,
donec vos auctor docuit praetorius."


Petronio o Publilio Siro - Satyricon, 55

"Ciconia etiam, grata peregrina hospita
pietaticultrix, gracilipes, crotalistria,
avis exul hiemis, titulus tepidi temporis,
nequitiae nidum in caccabo fecit modo."

Plinio il Vecchio - Naturalis Historia, X

60 "certum est, Pontum transvolaturas primum omnium angustias petere
inter do promunturia Criu Metopon et Carambim, mox saburra stabiliri;
cum medium transierint, abici lapillos e pedibus, cum attigerint
continentem, et e gutture harenam. Cornelius Nepos, qui Divi Augusti principatu obiit, cum scriberet turdos paulo ante coeptos saginari,
addidit ciconias magis placere quam grues, cum haec nunc ales inter
primas expetatur, illam nemo velit attigisse."


61 "Ciconiae quonam e loco veniant aut quo se referant, inconpertum
adhuc est. e longinquo venire non dubium eodem quo grues modo, ilas
hiemis, has aestatis advenas. abiturae congregantur in loca certa
comitataeque sic, ut nulla generis sui relinquatur nisi captiva et
serva, ceu lege praedicta die recedunt. nemo vidit agmen discedentium,
cum discessurum appareat, nec venire, sed venisse cernimus. utrumque
nocturnis fit temporibus, et quamvis ultra citrave pervolent, numquam
tamen advenisse usque nisi noctu existimantur.
"

62 "Pythonos comen vocant in Asia patentibus campis, ubi congregatae inter se commurmurant eamque, quae novissima advenit, lacerant atque ita abeunt. notatum post idus Augustas non temere visas ibi. sunt qui ciconiis non inesse linguam confirment. honos iis serpentium exitio tantus, ut in Thessalia capital fuerit occidisse eademque legibus poena, quae in homicidam."

63 "Simili anseres quoque et olores ratione commeant, sed horum volatus cernitur. Liburnicarum more rostrato impetu feruntur, facilius ita findentes aëra quam si recta fronte inpellerent; a tergo sensim dilatante se cuneo porrigitur agmen largeque inpellenti praebetur aurae. colla inponunt praecedentibus, fessos duces ad terga recipiunt. — (Ciconiae nidos eosdem repetunt, genetricum senectam invicem educant) — olorum morte narratur flebilis cantus, falso, ut arbitror, aliquot experimentis. iidem mutua carne vescuntur inter se."

77 "Transpadana Italia iuxta Alpes Larium lacum appellat amoenum arbusto
agro, ad quem ciconiae non permeant, sicuti nec octavum citra lapidem
ab eo inmensa alioqui finitimo Insubrum tractu examina graculorum
monedularum, cui soli avi furacitas argenti aurique praecipue mira est.
picus Martius in Tarentino agro negatur esse." 

78 "nuper et adhuc tamen rara ab Appennino ad urbem versus cerni coepere
picarum genera, quae longa insignes cauda variae appellantur; proprium
iis calvescere omnibus annis, cum serantur rapa. perdices non
transvolant Boeotiae fines in Attica, nec ulla avis in Ponto insula, qua
sepultus est Achilles, sacratam ei aedem. in Fidenate agro iuxta urbem
ciconiae nec pullos nec nidum faciunt. at in agrum Volaterranum
palumbium vis e mari quotannis advolat."

111 "Harum volatus in reputationem ceterarum quoque volucrum inpellit.
omnibus animalibus reliquis certus et unius modi et in suo cuique genere
incessus est; aves solae vario meatu feruntur et in terra et in aëre.
ambulant aliquae, ut cornices; saliunt aliae, ut passeres, merulae;
currunt, ut perdices, rusticulae; ante se pedes iaciunt, ut ciconiae, grues.
expandunt alas pendentesque raro intervallo quatiunt, aliae crebrius,
sed et primas dumtaxat pinnas, aliae tota latera plaudunt;"

RAMUSIO, G.B. - Libri di Micheovo sulle Sarmazie
Lib.1, tratt.2, cap.5

“Attila, partendosi quindi, entrò nella Germania, dando il
guasto e ruinando città, castella e villaggi, fin che intese
che Ezio e i Gotti un'altra volta avevano contra di lui
rinovato l'esercito; perché avendo paura ritornò nella
Pannonia, dove avendo accresciuto l'esercito, l'uomo
vendicativo s'affrettava d'entrar nella Italia, volendo
passar per la Stiria e Carinzia. Avisato poi dalle spie che
Ezio con un copiosissimo esercito l'aspettava alle radici
delle Alpi, divertendo venne verso la Dalmazia e Istria,
dove ruinati assai notabile città presso al mar Adriatico,
per tre anni assediò Aquilegia. Finalmente mancando il suo
esercito di vittuaglie, cominciò per la fame a mormorar
contro al capitano; onde ritornò Attila un'altra volta a
riconoscer la città, cavalcando intorno a quella, se da
qualche parte fosse espugnabile, volendo al tutto darle
l'ultimo assalto. E così cavalcando vide una cicogna con il
becco dalla altezza della rocca portar un suo cicognino nel
vicin canneto, e dietro a quello l'altro, e così di mano in
mano fin che gli ebbe portati tutti. Attila, ciò vedendo,
gridò e disse che l'uccello, indovino dell'avenire, aveva
per certa la ruina della città, e che per questo se ne
partiva. Perché, strignendola gagliardamente, la prese, dove
secondo l'usanza de' tiranni fece morir tutti quelli che vi
trovò dentro.”

Utente non registrato
utente:
password:
 
Legambiente è partner di
una alleanza per la
conservazione della biodiversità

il 5 per mille non ti costa nulla, ma può fare molto...
Le Aziende possono sostenere la tutela della Cicogna bianca. Le erogazioni liberali sono deducibili.
Un futuro sostenibile non è un sogno, dipende dal nostro impegno di oggi. Aiutaci a costruire un mondo capace di futuro.

Sostieni il programma nazionale di conservazione della Cicogna bianca.
Compila l'apposito form on-line. Il tuo avvistamento entrerà così a far parte del database nazionale degli avvistamenti di cicogne bianche.
Campagna nazionale di raccolta fondi per la conservazione della Cicogna bianca
Crediti     |      Mappa del sito     |      Termini d'uso     |      Privacy      © 2005 Associazione Olduvai Onlus Tutti i diritti riservati
Attenzione! Il sito su cui ti trovi non verrà più aggiornato in futuro. Per migliorare il servizio infatti Legambiente sta spostando tutta la comunicazione sul nuovo sito dell\'associazione. Potrai continuare a seguire i contenuti di questo sito e di altri su: http://lombardia.legambiente.it/. Ci scusiamo per il disagio. Legambiente Lombardia.