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Broni-Mortara: una nuova autostrada minaccia la Lomellina e la valle del Ticino, due aree chiave per la conservazione della biodiversità
La nuova infrastruttura minaccia direttamente due tra le più importanti ed estese Zone ...

La Lomellina, un territorio ancora straordinariamente ricco di risorse territoriali importanti sotto il profilo naturalistico, storico-culturale, paesaggistico, sociale ed economico, con le sue risaie costituisce una delle aree umide più importanti a livello continentale.

L'area delle risaie ospita tutte le specie europee di aironi e porzioni importanti a livello europeo di alcune specie di aironi coloniali (Nitticora e Garzetta) - la cui distribuzione è correlata positivamente alla frazione di territorio occupata da risaie, popolazioni importanti a livello nazionale di Tarabuso - un airone solitario la cui popolazione italiana è stimata in solo 50/70 coppie nidificanti - e popolazioni interessanti di numerose specie di uccelli acquatici con uno status di conservazione sfavorevole (tra le quali, Cicogna bianca, Marzaiola, Pittima reale, Mignattino, Martin pescatore, Gruccione, Cannaiola, Cannaiola verdognola).

Le risaie, inoltre, vengono utilizzate nel corso dell'anno da oltre cento specie di uccelli, tra le quali numerose specie migratrici che ritornano regolarmente (ad esempio Falco di palude, Voltolino, Schiribilla grigiata, Corriere grosso, Piovanello pancianera, Gambecchio, Gambecchio nano, Chiurlo maggiore, Chiurlo piccolo, Pittima reale, Piro piro culbianco, Piro piro boschereccio, Pantana, Pettegola, Totano moro, Combattente, Mignattino, Mignattino alibianche, Mignattino piombato) le cui aree di riproduzione, di muta, di svernamento e di sosta durante la migrazione devono essere tutelate ai sensi della Direttiva 79/409/CEE Uccelli (art. 4, comma 1 e comma 2).

La Valle del Ticino, in rete con la Lomellina, il Po e il sistema di torrenti appenninici, costituisce l'ultimo corridoio ecologico che attraversa la Pianura Padana mettendo in collegamento le Alpi e l'Appennino e, dunque, il Mediterraneo con l'Europa Centrale. In tal senso, rappresenta dunque un'area di primaria importanza a livello intercontinentale, anche in considerazione del fatto che, in presenza di accertati mutamenti climatici, la conservazione di una continuità spaziale delle aree naturali e la riduzione della frammentazione delle stesse costituiscono elementi di importanza determinante per la conservazione della biodiversità, in quanto consentono ai diversi organismi di spostarsi in funzione delle dinamiche condizioni ambientali.
La nuova autostrada e l'imponente sistema di svincoli e connessioni con le viabilità nuove ed esistenti a sud-ovest di Pavia interromperebbero irrimediabilmente il già fragile sistema di connessioni ambientali che garantisce ancora il collegamento tra la valle del Ticino e la fascia fluviale del Po.

In sei punti le ragioni della richiesta di Olduvai Onlus di abbandonare il progetto dell'Autostrada Broni-Mortara:

1. l'autostrada Broni-Mortara non serve, in quanto esistono interventi e tracciati che comportano minori spese, un minore impatto sul territorio, sulla qualità della vita delle popolazioni locali e sulla biodiversità

2. l'autostrada Broni-Mortara, in rete con alcune altre infrastrutture in costruzione e in progettazione, comporterebbe un incremento del traffico pesante su gomma e dell'inquinamento (aria, suolo, acqua) su vasta scala, provocando una perdita di qualità dei prodotti agricoli nelle aree circostanti e l'incremento dell'inquinamento acustico

3. l'autostrada Broni-Mortara, anche attraverso la formazione di alcune centinaia di ettari di aree intercluse tra i nuovi svincoli e tra la nuova e le già presenti viabilità, comporterebbe una drastica trasformazione di vaste superfici ed un calo significativo dei livelli di biodiversità. Tale effetto sarebbe provocato dalla perdita di habitat, dalla compromissione della funzionalità di aree agricole di pregio, dalla compromissione di Siti di Importanza Comunitaria e di Zone di Protezione Speciale individuate ai sensi delle Direttive Comunitarie Habitat e Uccelli Selvatici, dal definitivo isolamento della valle del Ticino rispetto al territorio circostante e rispetto alle altre aree di rilevanza naturalistica, nonché dall'aumento della frammentazione delle unità ambientali

4. l'autostrada Broni-Mortara comporterebbe una drastica trasformazione del paesaggio con conseguente perdita dei riferimenti culturali e territoriali locali e quindi una perdita dell'identità locale, un notevole aumento delle superfici urbanizzate, un aumento delle attività produttive ad alto impatto ambientale e paesaggistico e, dunque, un incremento delle problematiche sociali legate a processi di deterritorializzazione

5. l'autostrada Broni-Mortara compromettebbe definitivamente, per le ragioni esposte, forme alternative (sostenibili) di economie locali (turismo rurale, naturalistico e culturale, agricoltura di qualità, multifunzionalità del comparto agricolo)

6. l'autostrada Broni-Mortara, consolidando ed incentivando il trasporto su gomma, contribuirebbe con i suoi effetti a incrementare la diffusione di gas ad effetto serra

Al fine di risolvere concretamente le problematiche viabilistiche locali, Olduvai Onlus sostiene, invece, la necessità di adeguare la Strada Statale 596, il cui percorso è già in gran parte stato oggetto di ampi interventi di ampliamento ed ammodernamento (rotonde, tangenziali esterne agli abitati, ecc ...) e la rete ferroviaria.

Sul territorio si stanno aggregando numerosi gruppi locali di cittadini che, non interpellati adeguatamente, si oppongono a questa nuova e non utile infrastruttura che trasformerebbe irrimediabilmente un territorio dalle caratteristiche uniche e straordinarie. La rete dei comitati spontanei e delle associazioni impegnati nella difesa del territorio ha anche realizzato un blog informativo attraverso il quale rendere disponibili informazioni, documenti e posizioni in merito al progetto della nuova autostrada.

Per le ragioni esposte, per tutelare un corridoio ecologico di importanza intercontinentale e la qualità della vita delle popolazioni locali, Olduvai Onlus, insieme a WWF e Legambiente, è impegnata in una campagna nazionale di raccolta firme - finalizzata a chiedere ai sindaci dei comuni coinvolti, al Presidente della Provincia di Pavia, al Presidente della Regione Lombardia, al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministro delle Infrastrutture di abbandonare il progetto dell'Autostrada Broni-Mortara e di adeguare le viabilità esistenti, minimizzando così l'impatto sul territorio e sulla biodiversità.

La tua firma può contribuire a salvare una delle aree umide più importanti d'Europa. Richiedi i moduli di raccolta delle firme e la relativa informativa - scrivendo a info@olduvai.it - e aiutaci a difendere il ruolo del territorio italiano - uno straordinario ponte sul Mediterraneo - per la salvaguardia della biodiversità.

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